Wacky West – Verso ovest

1. La notte dei morti a Cold Rock

Sono Everett Watkins e sono lo Sceriffo di questo buco di culo nel mezzo del deserto. La città si chiama Cold Rock, se vi interessa. Se dobbiamo dirla tutta, ero lo Sceriffo e quella che vi sto per raccontare è la storia di come la mia ridente cittadina è diventata l’Inferno in terra.

Quel giorno me ne stavo a farmi i fatti miei nel porticato davanti all’ufficio, con i piedi appoggiati alla balaustra e con un solo occhio aperto, perché un maledetto Sceriffo deve stare attento anche quando dorme. E in quel momento mi arriva il mio vice, Billy “Saloon” Sullivan, famoso più per le sue doti sotto le coperte che con la pistola, che mi dice che c’è un ubriaco nel mezzo della piazza principale che sta infastidendo la gente. Io gli risponde che non me ne importa niente e che deve muovere il suo culo flaccido e andarlo ad ammanettare, che una giornata in cella a smaltire la sbornia gli farà sicuramente bene.

E allora cosa faccio io? Alzo il cappello e guardo in direzione della piazza, dal mio ufficio la vedo benissimo. Non è uno dei nostri, mi sembra un maledetto pellerossa. Quei bastardi non sanno reggere l’alcool. Ogni tanto qualche gruppo di cercatori d’oro se ne prendeva uno con sé, convinti che potessero essere d’aiuto in questi territori inospitali, che li facessero da guida verso leggendarie miniere. L’importante è non farli bere, perché poi si riducono in quello stato.

Ritorniamo alla nostra storia: vedo quello sfaticato di Billy che si avvicina all’Indiano, dal gesticolare capisco che lo sta cercando di fermare, quando ad un tratto il pellerossa gli salta addosso. Sporco figlio di una vacca! Prendo in mano il mio revolver e mi avvicino a passo svelto, uno Sceriffo non corre mai, non bisogna mostrarsi in agitazione.

Allora arrivo in piazza e Billy, povero ragazzo, è lì per terra con la gola squarciata, con quel selvaggio che si diverte a tirare fuori le interiora dal corpo del mio ormai ex vice, come se stesse svuotando il tacchino per il Giorno del Ringraziamento. E io gli dico una cosa del tipo che non deve ammazzare i miei vice perché io gli sparo una manciata di piombo in testa. Quello si gira di scatto e ha gli occhi bianchi come quelli del vecchio Calvin Morris, cieco dalla nascita ma gran bevitore di whisky. Quello fa per saltarmi addosso e allora io scarico i miei sei colpi sulla sua faccia. L’avevo avvisato.

Il pellerossa non si alza più da terra, dico a qualcuno che si è affacciato dalle case di chiamare il becchino che io sicuramente non lo porto via. Invece per Billy Sullivan faccio venire il dottore, Ron Richardson. In sostanza, arriva il dottore e guarda il mio vice e ovviamente non c’è più niente da fare. Il bastardo lo ha ucciso. Fa per chiudergli gli occhi, come è usanza, e il bastardo si risveglia e lo morde sul braccio. Ronny si altera di brutto e gli pianta un bisturi in mezzo alla tempia, facendo morire, stavolta definitivamente, il buon Saloon Sullivan. Dice che deve andare a medicarsi, perché il bastardo aveva la rabbia.

Allora io urlo che non c’è più niente da vedere, quel menagramo del Becchino se li carica entrambi in un carretto e la giornata riprende tranquilla. Finisco il turno quando sento che è ora di bere qualcosa e me ne vado al saloon della città, che si chiama “Last Chance”, un nome che non avrei dato neanche allo sterco del mio cavallo. Lì vengo accolto con i soliti sguardi astiosi dai giocatori d’azzardo e dai delinquenti che frequentano il locale. A me non importa nulla di loro né dei loro, finché non pestano i piedi allo Sceriffo Everett Watkins.

Mi si avvicina una delle ragazze chiedendomi se voglio compagnia e io rispondo che, diamine, è appena morto il mio vice e non ho alcuna voglia di divertirmi, voglio solo bere in santa pace. Dietro le mie spalle sento la gente parlare di quello che è successo in piazza e tutti sono d’accordo con un tale che ha un cugino a Blue River che una volta ha preso la rabbia per aver avuto un rapporto fisico con una pellerossa.

Ad un certo punto sento che fuori dal Last Chance qualcuno sta sparando e non posso tirarmi indietro. Ci sono alcuni bravi ragazzi dentro il saloon e gli dico di seguirmi perché c’è da riportare un po’ di ordine in città. Ma fuori è buio e non capisco bene cosa sta succedendo. C’è gente che spara e gente che scappa.

Una volta che gli occhi si sono abituati al buio, mi rendo conto che ci sono altri di quei bastardi dagli occhi bianchi e dalla faccia pallida. Che Dio mi fulmini se uno di essi non è il dottor Richardson.

L’’infermiera Betsy che cerca di aggredire uno dei ragazzi Harrison indossando solamente la biancheria intima, mentre lui le fa saltare la testa usando il fucile da caccia di suo padre. Il Becchino ha tagliato la testa ad un ragazzo che non ho riconosciuto, usando la vanga che usa per scavare le fosse. Ci sono sangue e liquami ovunque.

Uno di quei bastardi, il Reverendo Willis, sta cenando con le interiora del mio maledettissimo cavallo. Quindi prendo il revolver e gli scarico due colpi in petto. Quello, come se non sentisse nulla, si gira e viene verso di me. Vengo a messa ogni domenica, gli urlo, ma lui continua a correre come un demonio verso di me. Io gli sparo in testa e quello si ferma a terra. Un pezzo del suo cervello finisce sul mio cappello e rimane appeso davanti ai miei occhi. Questa cosa mi fa ancora più imbestialire.

La notte è una battaglia continua. Uno viene morso da quei bastardi e muore. Poi dopo qualche minuto si risveglia e inizia a fare la stessa cosa. Ad un tratto vedo il cinese della lavanderia che salta giù da un tetto con una maledetta spada. Il bastardo è veloce! Inizia a tagliare teste a destra e a manca, supportato da quella nana di sua moglie, che utilizza il mattarello come una mazza.

Intanto, il Becchino deve ringraziare di avere il vestito completamente nero, perché è completamente ricoperto di sangue e pezzi di cervello e carne. Io ho finito da un pezzo i colpi, quindi uso un martello che ho trovato per colpire al cranio i non morti. Li ho chiamati così, perché i bastardi sono morti ma sono anche vivi e vegeti, anche se particolarmente stupidi. Ogni tanto raccolgo una pistola o un Winchester dal terreno, persa da qualcuno che non ce l’ha fatta, ma è tutto inutile.

Dopo diverse ore, mi accorgo che la città è perduta. La gente si è barricata in casa, in piazza siamo rimasti solo io e pochi altri, quando succede l’inspiegabile. Dal cielo sentiamo un suono come quello di un treno ma meno regolare, come un fischio che ci lacera le orecchie. La notte si riempie di luci colorate e dei piatti volanti si fermano sopra le nostre teste. Una luce verde scende da essi, come una fottuta magia del demonio, ci troviamo decine di essere bassi e grigi al nostro fianco, non sapevamo se sparargli o chiedere aiuto, facevano veramente schifo, come se degli esseri umani cacati un bisonte con la diarrea. Ma dalle loro pistole partono dei raggi rossi che colpiscono i non morti. In quel momento capiamo che è arrivata la cavalleria!

Con il loro aiuto, mano a mano crollano tutti quei mostri, che fino a stamattina erano i nostri vicini di casa. Quando tutto si tranquillizza, io vado da uno di questi tizi e gli chiedo chi sono e da dove diavolo vengono.

Quel coso grigio mi dice che si chiama in un modo assurdo, quindi io lo chiamerò Mike. Dice che vengono da un altro mondo, più lontano della Luna e del Sole, che sono arrivati sulla Terra per conoscerci e per studiarci. Dice, o almeno è quello che ho capito, che uno di loro si è andato ad accoppiare con delle indiane della riserva e che gli ha attaccato una non so quale malattia che rende gli esseri umani tipo dei cani rabbiosi. Gli altri pellerossa infettati li hanno già fatti sparire, mentre uno deve essergli sfuggito ed è arrivato in città.

Lì per lì avrei voglia di sparargli nel culo, ma ci hanno aiutati e non posso fare niente. Dicono che torneranno ad osservarci e a studiarci e che cercheranno di non intervenire più nelle nostre questioni. Tutti rientrano in quei coni verdi e spariscono, tranne Mike, che dice con uno schifoso accento inglese che vuole rimanere nella cittadina per capire meglio le nostre usanze.

Non esiste che qualcuno si fermi a Cold Rock senza fare nulla, gli dico io. Quello allora si propone come vice Sceriffo, perché sa che il giovane Billy è morto. Dannazione, perché no, rispondo. E allora gli consegno il distintivo e quello mi guarda con i suoi giganti occhi neri e non capisco che diavolo vuole da me.

E adesso siamo qui, uno di fianco all’altro nella veranda. Inizio a conoscere Mike, è molto più umano di quello che pensassi. Prima o poi devo farmi insegnare a sparare con quella sua maledetta pistola a raggi. Mi è stato di grande aiuto, nonostante la bassa statura, regge molto bene il whisky e picchia forte nelle risse. Quel bastardo ha anche occupato un intero fienile con il suo piatto volante, voglio vedere che cosa racconterà l’amico di un altro pianeta a Thomas Perkins quando sarà il momento del raccolto.

Tutti ancora parlano di noi, della nostra alleanza con i visitatori spaziali e della notte dei morti a Cold Rock.

2. Il Vescovo Lee e la congiura dei mormoni

Mi ricordo perfettamente di quel giorno, come è vero che mi chiamo Everett Watkins. Stavo uscendo dal saloon, il “Last Chance”, con quel culo grigio di Mike, l’alieno che si è stanziato a Cold Rock dopo che i morti hanno deciso di prendersela coi vivi.

Lì per lì ho pensato, diamine, sono ubriaco o vedo doppio. Davanti a me infatti vedo uno che è identico al mio vice Mike, ma senza il cappello e il distintivo. Devo aver bevuto troppo mi dico.

Invece vengo a scoprire che i bastardi, dopo aver lasciato la città ed essere risaliti sui loro maledetti piatti volanti, se ne sono andati a nord, dove un tempo sorgeva la riserva indiana e lì si sono messi a vivere, occupando le tende, che loro chiamano Tipi, e facendosi di peyote e altre erbe da pellerossa.
Allora questo lo vedo bello malconcio e dice, non a me ma a Mike che mi traduce, che sono stati assaliti da una banda di essere umani durante uno dei loro viaggi mentali e che sono tutti incatenati all’interno della riserva. Questo tipo era a farsi un giro ed è riuscito a scappare, quindi ho deciso di chiamarlo Lucky, che tanto i loro nomi sembrano scritti da un telegrafista cieco.

In sostanza ci chiede aiuto per andare a liberare i suoi compagni, che sono tenuti prigionieri dal vescovo Zachary Lee e i suoi sessantaquattro figli. Il bastardo si è dato da fare con le sue 18 mogli! I mormoni dicono che i visitatori spaziali sono dei demoni o qualche cazzata del genere e li vogliono bruciare vivi sul rogo come dei maledetti inquisitori.

E allora io dico che va bene, che sono un buon cristiano e che odio i mormoni, quindi cerco di mettere su una squadra per andargli a rompere il culo. Prendo con me i migliori giovani della città, quelli che rimangono dopo l’ultima battaglia con i morti, e andiamo verso la riserva, cavalcando nella notte per non essere visti.

Arrivati sul posto, ci accorgiamo che i porci hanno già acceso il fuoco e che i nostri amici venuti dal cielo stanno per diventare carbonella grigia e puzzolente. Vediamo che il vescovo Lee sta dicendo quello che potrebbe essere una sorta di sermone per aizzarli a compiere le più spregevoli gesta. Così, mentre quelli pregano e si dimenano credendosi gli eletti del Signore, noi entriamo di soppiatto tra le tende e liberiamo tutti i pellegrigia incatenati. Quegli idioti non si sono neanche presi la briga di mettere qualcuno di guardia. Sono proprio tutti fratelli, avranno preso i geni idioti di loro padre.

Allora siamo lì tutti armati fino ai denti e sparo qualche colpo in aria. Mi aspetto che quelli inizino a sparare, ma sono tutti disarmati perché durante la preghiera non si tengono armi. Prenderli e legarli tutti diventa un gioco da ragazzi. Il vescovo Zachary Lee è fuori di sé, dice che siamo alleati del demonio e che patiremo l’inferno. Io lo colpisco tra le gambe con il calcio della pistola e sono convinto di averlo sentito bestemmiare come non avevo mai sentito in vita mia, neanche quando il vecchio Bill “Tornado” Hawkins ha scoperto che sua moglie se la faceva con il Becchino.

Io al quel punto penso che non posso metterli in prigione tutti, ma che servirebbe una seria punizione. Mike dice che secondo lui possiamo trasportarli con i loro maledetti raggi verdi in cima al canyon e costringerli a rimanere lì, tenuti sotto tiro da alcuni dei pellegrigia. Io dico che mi sta bene, ma che le mogli del porco devono essere liberate e portate in città, che non si sa mai che ce ne sia ancora qualcuna in forma da maritare, e che si possono portare dietro anche i figli piccoli.

Mike a quel punto mi dice che forse non è il caso di rimanere a Cold Rock, che se ne vuole andare verso ovest, in direzione dell’Oceano. Io lo guardo in quei suoi profondi occhi neri e capisco che aver passato tutta la vita in quella cittadina nel buco del culo del deserto non mi ha regalato che amarezza. Allora mi stacco il distintivo e lo consegno a Lucky, dicendogli che è lui il nuovo Sceriffo. Non so che diavolo mi ha risposto, ma penso abbia accettato.

Ritorniamo a Cold Rock, io e Mike, e lui mi dice che nel fienile di Thomas Perkins c’è una sorpresa. Andiamo e apriamo la porta del magazzino e mi venga un colpo se il bastardo non ha preso dei pezzi del suo piatto volante e non li ha messi su un carro coperto di quelli che usano i pionieri. Ora riesce ad andare avanti senza bisogno di essere trainato né da cavalli né da altre bestie. A quel punto non posso che dire al mio compare che sono pronto a partire e che dobbiamo puntare su una sola città: San Francisco.

3. San Francisco: amore e sangue

Non vi racconto nulla del maledetto viaggio, perché tutto quello che mi viene in mente è sabbia e dolore alle natiche. Quando io e Mike abbiamo deciso di andarcene, dopo il casino dei mormoni del vescovo Zachary Lee non potevamo che scegliere la Parigi dell’Ovest, la maledetta San “Strade-in-salita” Francisco.

Siamo arrivati in città con il nostro carro alieno. Avevamo sentito storie di prostituzione, truffe e di rapimenti, in seguito al proliferare della Febbre dell’Oro. Io e Mike abbiamo pensato “vacca boia”, ci sarà da divertirsi. Quindi parcheggiamo il mezzo in una stradona e iniziamo a farcela a piedi. Che io sia dannato se un maledetto treno collegato a un cavo meccanico per poco non mi investe, dove andremo a finire con queste tecnologie? Anche Mike sembra curioso, pelle grigia che non è altro.

Allora io vedo un quartiere pieno di cinesi e dico a Mike che sicuramente lì ci sarà da darsi da fare con qualche bella pollastra. Invece entriamo nel quartiere ed è tutto un casino di poliziotti e cinesi che si prendono a mazzate. Quei maledetti musi gialli sanno usare calci e pugni! I poliziotti cercano di manganellare per portarli in cella, ma finisce che sono loro a prenderle. Mi chiedo cosa portino a fare quelle merdose pistole.

A quel punto ci diciamo che è quasi notte e che sarebbe meglio trovarsi un riparo. Allora io propongo di andare verso il porto, che sicuramente dormire e mangiare costa meno. Infatti lo squallore renderebbe poco gradevole quel postaccio renderebbe più gradevole condividere una stalla con un cavallo con la dissenteria. In quel momento è diventato buio e non abbiamo ancora uno straccio di posto dove dormire. Allora io vedo questa ragazza, pelle chiarissima e occhi azzurri. Alta, magra e dai capelli neri come la notte. Non ci capisco più niente e non posso fare altro che abbordarla con il classico fascino della frontiera. Ma quella invece di cascare ai miei piedi guarda Mike e con un ghigno è come se scomparisse. Diamine, ho voltato lo sguardo un momento e la donna della mia vita se n’è andata.

Allora io dico che è il caso di andare a trovare un buco dove bere qualcosa e magari farci una dormita. A quel punto il molo si riempie di gente vestita da becchino, tutti in nero. Io chiedo, siete becchini, preti cattolici o che altro? Quelli non rispondono finché quello che deve essere il capo si mostra, vestito come un damerino. Dice che vuole portarsi via Mike, che deve incrociare il sangue di vampiro con quello di alieno per creare una razza di super vampiri che dominerà il mondo. Io dico che si possono andare a impiccare e allora quelli cercano di saltarci addosso. Svuoto il caricatore del revolver ma non serve a niente, anche Mike non procura effetto con il suo coso laser. Allora il damerino dice che oltre a rapire Mike vogliono usarmi come portata principale del banchetto di questa sera e io decido che non è la serata giusta per prendersela con Everett Watkins! Non è la prima volta che i non-morti provano a farmi le scarpe e spero sia l’ultima!

Prendo Mike per il suo flaccido braccio e mi getto in mare, sperando che quei bastardi non sappiano nuotare. Sicuramente uscirò dall’acqua con il colera o altre strane malattie, ma sembra che quei bastardi non ci seguano. Riusciamo a risalire sulla scaletta di una nave e ci troviamo sul ponte, dove ci puntano subito addosso dei fucili e ci prendono per clandestini. Io non capisco un cavolo, perché quelli parlano in spagnolo. Mike invece, che è uomo di cultura, risponde nella loro lingua che vogliamo far parte della ciurma. Quelli se la ridono e dicono, così mi riferisce il bastardo grigio, che ci prendono come mozzi. Io penso che peggio di diventare cibo per damerini non può essere e accetto.

Quelli dicono che stanno salpando per un posto strano, chiamato Rapa Nui. Mike dice che è un posto famoso, per me è uno schifo come tanti, mentre penso alla mia bella vampira mora, che non rivedrò mai più.

4. L’isola sconosciuta

Se questa storia non è vera allora io non mi chiamo più Everett Watkins. Siamo lì sul ponte, io e Mike, che ci si potrebbe specchiare da quanto lo stiamo pulendo bene. Il capitano dice che siamo quasi arrivati a Rapa Nui, ma io non capisco un cavolo di quello che dice ed è il mio grigio amico che mi traduce quello che dice. Ci chiedono di scendere sotto coperta, perché vogliono festeggiare non so quale festività con del buon rum. Chi sono io per dire di no? Per farmi un goccetto sono disposto a fingermi pure cattolico.

Allora io e Mike scendiamo sottocoperta e mi venga un colpo se non mi ritrovo la sorpresa più bella e più terrificante che poteva capitarci. Entriamo nella stiva e mi ritrovo davanti la bella vampira mora che avevo incrociato a San Francisco che se ne sta accucciata come un vecchio cane in un angolo. Io le chiedo che diavolo ci fa lì e le dico che se pensa di fare colazione sul mio collo dovrà combattere. Quella piange e dice che non vuole più far del male agli altri e robaccia del genere. Io sono per gettarla in mare aperto legata ad una cassa mattoni, ma Mike che è sempre un essere di cultura e di discernimento mi dice che c’è una soluzione.

Nono so come fa a sapere sempre queste cose, i bastardi devono averci spiati per un bel po’ di tempo! Comunque quello prende il coltellaccio che ha legato alla flaccida gamba sinistra e si taglia la mano con quattro dita, non so se vi avevo già detto questo particolare, e inizia a sanguinare un liquido scuro e schifoso. Dice alla vampira, che scopro chiamarsi Lucy, di bere quelle poche gocce di sangue per poter cambiare completamente la sua non vita. Aggiunge che in questo modo lei potrà vivere comunque in eterno, ma non avrà più bisogno di nascondersi dalla luce del sole e potrà nutrirsi come un umano. Io penso che Mike è impazzito: in pratica le rimangono tutti i poteri di un maledetto succhia-sangue ma senza i difetti. Quello mi dice che ha letto la purezza nel suo cuore e altre stupidaggini del genere. Che io venga venga seppellito dal letame se questa è una buona idea. Anche se, guardandola bene, come può un essere così bello essere crudele?

Quella sera mi ubriaco di rum durante i festeggiamenti per la Madre de Dios de QualcosaCheNonCapisco e decido di rimanere a dormire sul ponte per smaltire la sbornia ed eventualmente vomitare in mare tutto lo schifo che mi sono bevuto. In quel momento mi vedo lei, Lucy, che mi si avvicina con movenze da gatta. Quella è troppo bella per stare su una barca con un uomo da troppo tempo lontano da un bordello, se capite cosa intendo. Le sparo qualche frase ad effetto di quelle che usavo con le ragazze del Last Chance di Cold Rock, prima che i morti tornassero a camminare. Solo che questa è sofisticata e non la prende bene, quindi prende l’iniziativa e mi bacia con ardore. Mentre mi bacia penso che magari la ragazza ha tipo duecento anni, ma a quel punto il gioco è fatto e me ne lavo le mani. Non è da Everett Watkins dire certe cose, ma diavolo se sono innamorato di questa bella vampira, che da quando ha bevuto il sangue del mio amico straniero ha ripreso anche un bel colorito. E ci addormentiamo, abbracciati guardando le stelle del firmamento, mentre mi torna in mente la mia cittadina lontana, persa in mezzo al deserto, nel buco di culo del mondo.

Arriviamo a Rapa Nui, o come la chiamano i sudamericani Isola di Pasqua, e facciamo scendere di nascosto Lucy, non sia mai che su una barcaccia si trovi una clandestina, per di più donna. Abbiamo ripagato il nostro debito con il capitano e ora ci aspetta una vita fatta di sole e mare. Veniamo così a sapere che l’isola è in realtà annessa al Cile e che se vogliamo rimanere dobbiamo metterci a lavorare. Che grandissima fregatura gente! Così ci ritroviamo ad allevare bestiame, io e Mike, mentre Lucy se ne sta a gestire le cose di casa. Una domenica, che non si lavora, ero lì sul molo a guardare le barche che passano, quando vedo da lontano un’altra isola in mezzo al mare. Penso di essere diventato pazzo, perché fino al giorno prima non c’era nessuna barca. Uno dei pochi indigeni rimasti, al soldo dei cileni, mi dice che è l’Isola Sconosciuta, che appare solo in determinati giorni dell’anno e che è la casa di un grande mostro. Io penso che sono tutte fandonie, ma dopo quello che ho visto potrei anche sbagliarmi.

In quel momento vedo una barca che mi passa davanti e io sia maledetto se quello sulla prua non è il famigerato mormone, il bastardo Vescovo Lee, che si sta dirigendo proprio verso l’Isola Sconosciuta scortato da dei pescatori locali e a una manciata dei suoi figli perversi, che devono essere riusciti a scappare dal canyon dove li avevamo costretti. Corro in città e scopro che il maledetto si è preso una stanza nell’unica locanda presente. Io me frego della legge ed entro nella sua stanza dove trovo decine di libri e di appunti su come evocare una terribile creatura tentacolata e chiedere vendetta in cambio di un sacrificio proporzionato all’entità della stessa. Mi accorgo però di due cose che mi fanno gelare il sangue.

Il bastardo, nel suo diario, dice che vuole vendicarsi di tutti gli abitanti di Cold Rock e dei maledetti invasori alieni, chiedendo alla mostruosa divinità la morte per tutti loro. In secondo luogo, dice che ha scoperto che su Rapa Nui è presente un vampiro e che il suo sacrificio potrebbe essere abbastanza per ottenere ciò che vuole.

Io corro come un matto fino a casa e capisco subito che il vampiro di cui parla non è altro che la mia bella Lucy. Lei non è in casa, ci sono segni di una lotta. Devono averla fermata in tanti, quella è più forte di qualunque uomo e ne ho sentito bene la potenza quando va fuori controllo, se capite cosa intendo. Così vado alla ricerca di Mike, che si è messo sotto una pianta a leggere un maledetto libro, dicendogli che dobbiamo muoverci… e in fretta! Dobbiamo fermare il malvagio Vescovo Lee e riportare a casa sana e salva la bella vampira Lucy!

Mike mi guarda con quei suoi occhi neri inespressivi e dice solo queste parole: rubiamo una barca e facciamo il culo a quel mormone del cazzo! Mentre prende in mano la sua pistola a raggi e sputa il tabacco da masticare a terra.

5. Tentacoli spaziali

Come vi dicevo, quel bastardo del Vescovo Lee ha rapito la mia bella Lucy e io e Mike andiamo all’inseguimento, fosse anche l’ultima cosa che faccio, parola di Everett Watkins! Quel maledetto pescatore non voleva lasciarci la sua barchetta da quattro soldi, ma il mio gancio destro è stato più che convincente. Arriviamo sulla maledetta Isola Sconosciuta e vediamo la barca abbandonata, nessuna traccia della mia vampira.

Solamente Mike riesce a capire che l’Isola è in realtà un maledetto vulcano e che il sacrificio dovrà avvenire proprio sul cratere. Corriamo come delle bestie per arrivare in cima alla montagna, ed effettivamente vediamo in lontananza il Vescovo e una bella combriccola di quei suoi figli degenerati, l’unica dozzina ancora in vita, mentre la mia Lucy è legata a un palo, seminuda, a mostrare le sue grazie a quei pervertiti. Vorrei intervenire immediatamente, ma Mike ha un’idea migliore, quindi rimango fermo al mio posto a rodere quel poco di fegato buono che è rimasto, dopo una vita a bere il wishky del Last Chance. Mi dice il suo piano e io non vedo l’ora di attuarlo.

Proprio mentre il maledetto mormone sta concludendo la sua tiritera e si appresta a tagliare la gola della mia bella, Mike appare da dietro un cespuglio alla famiglia Lee, attirando l’attenzione su di sé, mentre gli idioti partono all’inseguimento. Quando sono abbastanza lontani da Lucy, cambia una levetta sulla sua pistola a raggi e li fa volare in aria come dei maledetti uccelli, sospesi da un raggio colorato. E mi venga un colpo se non è vero, ma li getta direttamente tutti nel vulcano! Questa è la giusta fine per il Vescovo e i suoi figli! Io nel frattempo taglio le corde che legano Lucy, e faccio per scappare, quando la terra comincia a tremare.

Mike mi dice che forse deve aver sbagliato qualche calcolo… infatti la morte della famiglia Lee è stato un sacrificio abbastanza potente da far risvegliare la bestia tentacolata che si nasconde nel vulcano e che sta riemergendo per soddisfare un nostro desiderio. Quando lo schifo viscido esce dal suo sonno primordiale, si presenta a Mike per chiedere quale sia il suo desiderio. Quello mi guarda con i suoi occhi inespressivi, sputa il tabacco e chiede un carro volante, per far vedere a me e Lucy il pianeta da dove viene. Così il mostro obbedisce e con qualche strana magia fa apparire un mezzo completamente diverso da quelli che usavano gli amici grigi di Mike. Io guardo la mia vampira, lei guarda me, siamo d’accordo. Quindi tutti e tre montiamo sul trabiccolo e lasciamo il nostro pianeta per sempre.

Dico per sempre, perché guardo verso il basso mentre iniziamo ad arrivare tra le nuvole e mi accorgo che il bestio tentacolato non ha proprio intenzione di tornare nel vulcano e inizia a distruggere prima Rapa Nui, poi tutto il resto del nostro bel pianeta. La Terra è finita, i suoi abitanti stanno morendo per causa nostra e per colpa del maledetto Vescovo Lee. Ma io sono Everett Witkins ed ero lo sceriffo di Cold Rock per un motivo. Sangue freddo e pistola sempre carica, alla conquista dello spazio.

Nessun commento finora.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Top