La cena

Apro gli occhi. Le tenebre mi circondano. Le mie ginocchia nude poggiano sulla nuda pietra. Nel buio, immagino lembi di pelle che si staccano da esse e il sangue che cola. Dove sono i miei vestiti? L’unico ricordo che ho è che stavo cavalcando, in licenza per passare con i miei genitori il giorno d’Ognissanti.

Intorno a me sento dei lamenti. Grido ma solo l’eco di una grossa sala mi risponde. Le catene mi lacerano i polsi. Mi metto seduto ma le braccia rimangono alte sopra le mie spalle. Le mani formicolano. Quale maledizione mi ha assalito? Satana sta mettendo alla prova la mia fede?

Scorgo una traballante luce, una torcia. Uomini incappucciati o demoni dei gironi infernali? La luce della torcia mi acceca quel tanto che basta per dare tempo alla creatura di avvicinarsi e di colpirmi.

Mi sveglio di soprassalto e sono appeso per le gambe al soffitto, qui la luce è più forte, riesco a vedere altri come me. Morti. Suini dalla gola tagliata.

“Un ottimo bottino, non c’è che dire. Tenete i fiorini che vi spettano e andate.”

“Grazie speziale, non esitate a mandarci a chiamare per altri… animali.”

“Oh, non servirà, questa è l’ultima volta. Questa è la Notte Definitiva.”

Padre Nostro che sei nei Cieli aiutami per intercessione di Santa Maria Vergine. La voce dello speziale riprende.

“Sgozzate questo, è bello muscoloso e forte. Un soldato forse?”

“Sì e il Barone mi manderà a cercare” sputo fuori la rabbia e la paura.

“Non verrà nessuno a cercarvi. Per chi credete che io stia preparando il lauto pasto con voi bestie? Voi sarete il piatto principale, siete una persona istruita e, sia io maledetto se non stavate pregando poco fa, un buon cristiano. Il vostro cervello sarà l’ultima offerta a Colui che deve venire.”

“Accetto il martirio, ma la potenza del Signore è più forte di quella di Satana.”

“Satana?” una tremenda risata rimbomba nei sotterranei, “ci sono esseri che vengono dopo la cacciata di Lucifero ma prima che Dio regalasse l’Eden all’uomo. Conosci la storia vero? Il primo giorno viene separata la Luce dalle Tenebre, il secondo giorno le acque superiori da quelle inferiori, il terzo giorno la terra dal mare, il quarto giorno e notte, il quinto gli esseri marini e gli uccelli, il sesto gli animali e, infine, il settimo giorno, l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio.”

“So recitare a memoria la Genesi da quando ero bambino, cosa state cercando di dirmi.”

“Che nella Bibbia, caro mio soldatino, non si fa riferimento agli altri pianeti e alle infinite stelle.”

“No, questa è blasfemia!”

“Questa notte, il vostro sangue e gli strani riti dell’alchimista del Barone ci metteranno in contatto con uno di Loro. Nel tuo cranio brinderanno insieme ad un futuro più grande. Non ci sarà Papa o Imperatore, solo l’immensa devastazione dell’ignoto.”

“Non potete…”

“Sì che possiamo. Tagliategli la gola, come agli altri e chiamate segaossa, dobbiamo rimuovere il cervello prima di bollire il cranio.”

Sono grida nel vuoto, strozzate dal sangue, le ultime parole che mi si fermano in gola.

 

Nicola si affaccia fuori dalla piccola capanna, sembrava proprio un tuono ma, osservando bene, vede che i lampi di luce vengono dal castello del Barone. Nella notte, sembra che le nuvole intorno alle torri prendano vita. A tratti un mostro marino dai mille tentacoli, oppure un drago con ali da pipistrello. Osservando ancora, delle enormi mani e degli occhi. Ad ogni lampo, un’immagine diversa e sempre più terrificante. Poi il nulla e il silenzio. Nicola torna in casa e si mette a pregare nel suo letto, sgrana il rosario finché esausto non prende sonno e crolla sfinito, rivivendo quelle immagini nei suoi incubi. Ora e sempre.

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