Il Ragno

Lo sento lentamente muoversi attraverso le mie vene
il Ragno demoniaco che mi opprime e mi indebolisce.
Ora dopo ora.

Lo sento scendere dal mio cervello, lungo la schiena
per infuocare di dolore e paura ogni organo,
tessuti strappati.

Un ronzio interminabile di pensieri inaccettabili,
un brulichio di formiche affamate nello stomaco,
sapore amaro in bocca.

Ripongo finalmente l’ascia di guerra che mi sono costruito,
dopo aver tagliato a pezzetti il mio cuore.
Julienne di tumori e lacrime.

Ogni giorno mi torni a trovare, nel momento sbagliato.
Bussi alla porta del mio inconscio e mi trovi lì, accasciato,
in attesa della Fine.

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