Gioco di ombre

Riporto tutto a un gioco di ombre
mentre la ragione brama vendetta.

Irrazionale, ironica barbarie
che, da solo, mi infliggo con ardore,
mentre si offusca l’orizzonte.
L’incontrollabile bramosia di risposte,
l’incessante paura del futuro,
miopia interiore, vertigini e brividi
sulle tremanti gambe inerti.

Immagino un interruttore sulle mie tempie,
un silenzio intanbigile, un rincuorante vuoto.
Mentre, ai vostri occhi, la maschera di cera
copre ancora il mio viso
io divento oscurità e dolore.
Fagocito le mie interiora in un macabro banchetto
mentre mi spengo, inesorabile.

Non c’è vendetta, ragione mia,
solo il buio che continua a parlarmi.

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